Le origini di Cirella

Molto prima che i documenti medievali ne fissassero il nome, questo tratto di costa tirrenica era già abitato. Infatti, nel 1931, durante lavori ferroviari presso lo Scoglio di San Giovanni, vennero alla luce resti fossili e strumenti in pietra del Paleolitico medio, tracce di una presenza umana di circa centomila anni fa, oggi conservate nel museo civico di Cosenza.

Le epoche successive parlano attraverso reperti: monete greche, romane e metapontine, frammenti di edifici che il tempo ha ridotto a sagome silenziose. Plinio il Vecchio cita un Portus Parthenius Phocensium, porto fondato da coloni provenienti dall’Asia Minore; il nome stesso “Cirella” potrebbe derivare dai Kerìlloi, artigiani del ferro di quel popolo.

Tra il IV e il III secolo a.C. queste terre erano contese da Lucani e Bruzi, e il geografo Strabone collocava qui un confine strategico tra due culture: il promontorio era già allora un punto di passaggio tra mondi diversi. In età romana, Cerillae entra nella grande storia: Silio Italico, nel poema Punica, la cita tra le città che fornirono truppe a Roma nella battaglia di Canne del 216 a.C.

Restano rovine, frammenti, nomi antichi. Una storia che non si impone, ma si lascia scoprire poco a poco, attraverso il paesaggio e le testimonianze che il tempo ha risparmiato.

Ruderi di Cirella
Convento dei Minimi di Cirella
Ruderi di Cirellai
Convento dei Minimi
Dalla costa alla collina, e ritorno

La Storia di Cirella

Cirella non è sempre stata dove oggi la contempliamo. La sua storia si snoda come una marea: dalla linea costiera all’ascesa sulla collina, per poi ridiscendere al mare seguendo il ritmo del tempo, delle guerre e delle speranze. La Cirella costiera resistette alle guerre puniche e prosperò sotto Roma imperiale, come testimonia la sua presenza nell’itinerario marittimo della celebre Tabula Peutingeriana.

Fu sede vescovile: nel 649, il vescovo Romano firmò gli atti del Concilio Lateranense sotto Papa Martino I con il titolo di episcopus Cirellitanus. La tradizione vuole persino che San Pietro, in viaggio da Reggio Calabria verso Roma, vi facesse tappa per predicare il Vangelo, leggenda priva di fondamento storico, ma carica del fascino che avvolge questi luoghi antichi.

Tuttavia, ciò che le guerre barbariche e il conflitto bizantino-longobardo avevano risparmiato, fu annientato dalle incursioni saracene dell’850-851. Fu allora che gli abitanti lasciarono la costa e iniziarono a edificare un nuovo insediamento sulla cima rocciosa oggi conosciuta come Cirella Vecchia.

Dalla costa alla collina, e ritorno

La Storia di Cirella

Cirella non è sempre stata dove oggi la contempliamo. La sua storia si snoda come una marea: dalla linea costiera all’ascesa sulla collina, per poi ridiscendere al mare seguendo il ritmo del tempo, delle guerre e delle speranze. La Cirella costiera resistette alle guerre puniche e prosperò sotto Roma imperiale, come testimonia la sua presenza nell’itinerario marittimo della celebre Tabula Peutingeriana.

Fu sede vescovile: nel 649, il vescovo Romano firmò gli atti del Concilio Lateranense sotto Papa Martino I con il titolo di episcopus Cirellitanus. La tradizione vuole persino che San Pietro, in viaggio da Reggio Calabria verso Roma, vi facesse tappa per predicare il Vangelo, leggenda priva di fondamento storico, ma carica del fascino che avvolge questi luoghi antichi.

Tuttavia, ciò che le guerre barbariche e il conflitto bizantino-longobardo avevano risparmiato, fu annientato dalle incursioni saracene dell’850-851. Fu allora che gli abitanti lasciarono la costa e iniziarono a edificare un nuovo insediamento sulla cima rocciosa oggi conosciuta come Cirella Vecchia.

Ruderi di Cirella
Ruderi di Cirella
Ruderi di Cirella
Cirella

Col passare dei secoli, la Cirella collinare divenne un centro fortificato vivace e organizzato: una cittadella dotata di castello, torri, tre porte d’accesso e un tessuto sociale attivo, con artigiani, commercianti, medici e servizi come fondaco e farmacia. La vita religiosa era intensa, con la chiesa di San Nicola, Santa Maria della Neve e, fuori le mura, il convento di San Francesco di Paola.

Già nel Seicento, tuttavia, iniziò un lento declino e parte della popolazione si spostò verso la costa, dove si sviluppava il borgo attorno alla chiesa di Santa Maria dei Fiori e al porto, da cui partivano i traffici, soprattutto vinicoli.

Nel Settecento, con l’arrivo dei Catalano-Gonzaga, la Cirella costiera conobbe una nuova fase di crescita, sancita dalla costruzione del Palazzo Ducale. Le vicende napoleoniche segnarono il definitivo tramonto del centro collinare: tra distruzioni e riorganizzazione difensiva, Cirella Vecchia fu abbandonata nel 1808.

Il nuovo insediamento si consolidò sulla costa e, dopo essere stato aggregato a Maierà, nel 1876 fu definitivamente annesso a Diamante, dando origine alla Cirella attuale.

La storia di Cirella si muove come un’onda: sale dalla costa, risale la collina, poi torna al mare seguendo il ritmo del tempo, delle guerre e delle speranze. E come ogni onda, ha lasciato sulla riva i segni del suo passaggio. I luoghi da scoprire a Cirella nascono proprio da questo movimento: si intrecciano con la storia antica e con quella medievale, con le pietre dei ruderi e con il profumo del mare, in un paesaggio dove ogni passo racconta qualcosa che il tempo non ha saputo cancellare del tutto.

Close